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2 - BAGNO DI ROMAGNA - CAMALDOLI
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Il sole illumina la corona di monti vestiti di bosco. Il Cammino riprende: la meta è la Foresta di Camaldoli, dove San Romualdo eresse l'Eremo e il Monastero. Un viaggio attraverso la natura e la storia, i cui protagonisti sono gli uomini e gli alberi.

Inzio Tappa
Bagno di Romagna
Arrivo Tappa
Camaldoli
Lunghezza Tappa
20, 222
Nazione del percorso
Italy
Regione
Emilia Romagna  
Dislivello Salita
1.251,2 mt.
Dislivello Discesa
921,1 mt.
Difficoltà (1 .. 5)
CAI (Diff. Escurs.)
File PDF
Mappa GPS

Si lascia Bagno di Romagna passando davanti al palazzo del Capitano con gli stemmi in pietra che Firenze mandava per coordinare l'attività del capitanato della Val di Bagno. La mulattiera verso il Monte Carpano risale la costa a strappi immersa nel bosco di latifoglie che in primavera si colora di macchie gialle per l fiorituradel maggiociondolo e delle ginestre. I ruderi dei poderi Barco, Casa Nuova , i Prati, emergono l'uno dopo l'altro soffocati dalla vegetazione, quasi un segno che qui come altrove l'uomo non è più il padrone ma solo un ospite. 

Sul crinale la mulattiera s'interrompe spazzata via dalla strada forestale e l'incrocio è spesso segnato dagli escrementi con i quali il Lupo delimita il proprio territorio. In fioritura spiccano i bucaneve, zafferano selavatico e scilla silvestre, nell'aria l'odore dell'aglio orsino usato, ancor oggi, in molte salse. Siamo ormai ai confini con la Toscana, tra gli alberi resti di carbonie rievocano alla mente i rumori e le voci di un tempo, quando il bosco era vita e niente andava perso: nè ramo secco,nè foglia,nè la faggiola che veniva usata anche  per fare il caffè.Al passo dei Fangacci dove c'è un rifugio Cai inizia un'antica mulattiera.

Si transita vicino a un piccolo lago artificiale fatto costruire nel XV sec. dai monaci per l'allevamento del pesce, visto che non si cibavano di altre carni. E' diventato un'importante oasi faunistica del Parco Nazionale delle foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna dove vive il tritone alpestre, un anfibio molto raro.

La cappella di S.Romualdo emerge a sorpresa fra gli alberi. Fu eretta a memoria di un prodigio del Santo contro il demonio che voleva gettarlo nel vicino torrente. Al suo esterno esiste ancora il cosi detto Sasso Molle sul quale, secondo la tradizione, sono rimaste impresse le impronte di un piede e di una mano di Romualdo, più avanti la Cappella della Madonna della Neve, più recente dell'altra XV sec. sempre con l'accesso ad arco romanico. Il monastero di Camaldoliemerge tra gli alberi. Da vedere la Chiesa di San Salvatore Trasfigurato con lo splendido altorilievo invetriato di A. Della Robbia XV sec. e l'l'Eremo nelle cui celle i monaci vivono gran parte della loro giornata di studio, lavoro e preghiera. L'unica visitabile è quella di S.Romualdo e vi si accede dal piazzale della chiesa, è costituita ad un piano con orticello esterno e caratteristica pianta a chiocciola per difendersi dai rigori del clima invervale.

La chiesa dei santi Donato e Ilario risale al 1200, ma è stata riedificata nel XVIII secolo. La sobria facciata che contrasta con le decorazioni barocche della navata interna. Conserva sette tavole del Vasari nell'altare maggiore, nl coro monastico e nelle cappelle vicine al presibiterio. L'antica farmacia che faceva parte dell'Ospedale esistente fin dal 1048, è dotata di arredi intagliati in noce e di contenitori in ceramica dei secoli XVI/XVII. La foresteria è adibita ad ospizio dei pellegrini.

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