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14 - DEVIAZIONE 14A FONTE SAN VICINIO - NUVOLETO -LINARO
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Dalla Fonte di San Vicino, a 525 metri, il sentiero percorre il solco delle vecchia mulattiera che collegava la Fonte ai borghi di Maiavolo, Nuvoleto e Linaro. Resti di postazioni di caccia realizzate con pali di legno intrecciati con ramie paglia accopagano il Cammino insieme a voli di falco pellegrino.

Inzio Tappa
Fonte San Vicinio
Arrivo Tappa
Linaro
Lunghezza Tappa
6,2
Nazione del percorso
Italy
Regione
Emilia Romagna  
Dislivello Salita
115 mt mt.
Dislivello Discesa
435 mt mt.
Difficoltà (1 .. 5)
CAI (Diff. Escurs.)
File PDF
Mappa GPS

Dalla fonte di San Vicinio il sentiero inizia a scendere dolcemente immerso nella vegetazione fino a giungere a guadare il fosso affluente del Rio Campiano. Uscendo dal bosco si scende fino ad una strada campestre verso l'antico borgo di Malavalo sfiorando alcune querce secolari.

Il piccolo paese si riconosce da lontano, con le sue case imponenti di sasso scuro. Attualemente è abitato da una sola famiglia e si compone della corte pavimentata di ciottoli, chiusa da palazzi di pietra abbandonati. Lo stradello asfaltato e un breve tratto della SP 53 Linaro/Ciola ci portano al bivio per Campalbino per poi arivare alla Maestà di Monte Ridolfo.

Castrum Montis Rodulphi era posto sul poggio omonimo, sovrastante la Maestà. Fu concesso da Federico II alla Chiesa sarsinate nel 1220. Presso i ruderi della casa colonica omonima, si rinvengono le tracce del castello ormai disperso. Si prosegue sulla strada che ripida scende fino al villaggio di Nuvoleto abbandonato negli ann Sessanta e oggi popolato di nuovo con numerose famiglie collegate all'Area Monastica di Valleripa.

Da Nuvoleto di Sotto il percorso si innesta nella bella mulattiera intagliata nella roccia chiamata il Sentiero di Nuvoleto che fa parte della rete escursionistica che circonda Linaro, chiamata Sentieri del Tasso.

Seguendo la segnaletica, evitando gli stradelli di smacchio laterali, ci si inoltra nella Selva dei Castagni chiamata dagli abitanti "Dungrantèda". Dopo aver superato il fosso, nei pressi della Maestà in legno, deviando a destra si può visitare la Cascata del Rio Valle e la Valle dell'Eco: una rupe alta più di cento metri, da cui spiccano il volo i falchi pellegrini e dove si può provare l'incantesimo dell'eco.

Il tracciato principle segue la mulattiera che percorrevano gli abitanti di Linaro per procurarsi l'acqua potabile o per raccogliere le castagne della Selva. Il sentiero si arrampica sulle scalette superando Bugon, il tunnel di alberi, per terminare nel borgo di Linaro. Castrum Linari appartenne dal 1021 alla Chiesa folivese.L'abitato si trova raccolto sulla rupe di arenaria a chiusura della Valle del Torrente Borello, deviando il suo corso in una stretta e profonda ansa. Restano tracce della cinta muraria che sorregge i fabbricati sul lato nord il torrione cilindrico raggiungibile mediante il Sentiero della Contessa i vicoli, le caratteristiche case di sasso e di fiume e alcuni vani sotteranei adibiti a cantine e la Portaccia del castello.

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