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4 - BADIA PRATAGLIA - LA VERNA
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"Passaron di qui, passarono in tanti / poveri, pellegrini e santi /...". Il Cammino varca con la Romea l'Alpe di Serra e giunge percorrendo la Vallesanta, al Santuario francescano della Verna: sul monte che più di ogni altro, ha santo il mondo.

Inzio Tappa
Badia Prataglia
Arrivo Tappa
La Verna
Lunghezza Tappa
28,329
Nazione del percorso
Italy
Regione
Toscana  
Dislivello Salita
705,1 mt.
Dislivello Discesa
994,2 mt.
Difficoltà (1 .. 5)
CAI (Diff. Escurs.)
File PDF
Mappa GPS

Dalla chiesa di Santa Maria Assunta a Badia Prataglia il Cammino risale i tornanti di via Sassopiano fino alla periferia dell'abitato. Una carrareccia sentiero 60 CAI ne prosegue il tracciato sul pendio La Selva, dove permangono pochi lembi dell'originario castagneto da frutto. L'ascesa termina a Campo dell'oAgio, una piccola radura con un prato, una sorgente, dei tavoli e un rifugio attrezzato. Intorno svettano abeti secolari, mirabili nel loro contrasto con la faggeta circostante. Alcuni sentieri risalgono verso il crinale, ma il Cammino prosegue sulla sterrata chi si dirige verso la SR 71 e la raggiunge in località Carbonile, accanto alla locanda. Una maestà in metallo ricorda che qui la Madonna salvò una bambina investita da un'auto.

Si procede ora sulla SR 71 fino al ponte sul Fosso del Macchione e quindi per il sentiero 58 CAI che risale fino presso il Passo dei Lupatti, dove incrocia il percorso della 2° tappa. Si devia a destra verso il Cancellino, sotto una delle faggete più belle del Parco Nazionale delle Foreste casentinesi. Gli alberi si avvicinano ai 100 anni e i tronchi, alti e colonnari, sostengono chiome ampie e ramificate. La strada ricalca il tracciato della ferrovia a scartamento ridotto, costruita agli inizi del 900 per il trasporto del legname della Foresta della Lama fino al Cancellino, dove aveva termine. Attraverso la SR 71 si giunge al Passo dei Mandrioli. A lato della carreggiata si incontrano una lapide votata alla Madonna, una croce a ricordo di una vittima della strada ed un'altra teca con la Madonna con il Bambino. Il cammino prosegue la destra per il sentiero 00 GEA che si inerpica per il crinale lasciando alle spalle le Foreste casentinesi. Boschi di faggio interrotti da nuclei di abete bianco, accompagnano il viaggio-ora pianeggiante-lungo la cresta. Aggirato Monte Zuccherodante sito di importanza comunitaria,SIC, si giunge all'Alpe di Serra, sull'incrocio della via Romea medievale, che collegava la città di Stadens, posta nel nord della Germania, con Roma, per mezzo di Arezzo. L'incrocio dell'Alpe di Serra è anche raggiunto dal Passo di Serra, con le deviazioni 2a, proveniente da Bagno di Romagna. 

Si prosegue deviando a destra in discesa sentiero 59 CAI verso la Vallesanta, il cui nome risale all'oepoca del passaggio di San Barnaba I secolo d.C. nel suo viaggio di evangelizzazione verso il nord Italia. Il tracciato della via è quello originario, ma le ruspe e i mezzi di bosco hanno rimosso quasi del tutto la pavimentazioni in sasso, conservatasi fino agli anni '70. Ne sopravvivono solo alcuni lacerti, minacciati dall'incuria e dalla ignoranza. La strada scende tra pascoli e boschi di faggio, costeggia la sorgente d'oacqua presso Capanna della Bandita, posta vicino al sentiero, attraversa il fosso e prosegue sulla riva opposta, a volte invasa da fango e detriti. La discesa è ora meno ripida e si placa presso un costone, oltre il quale una Maestà si confonde tra le rocce. È la Maestà di Serra, ancora omaggiata dai viandanti. Una piccola lapide in metallo è posta a lato in ricordo dei pellegrini che vi passarono. Con un ultimo tratto di discesa, si giunge all'incrocio con la sterrata sentiero 069 CAI, presso Serra di Sopra: un castello di cui non restano tracce, posto a guardia della Romea, mentre il borgo con la chiesa intitolata a San Niccolò è sorto nei secoli successivi. Presso un antico lavatoio è possibile rifornirsi di acqua e ripararsi, in caso di maltempo.

All'incrocio si prosegue con la sterrata, tra prati-pascoli e boschi di querce ancora modellate dall'uomo. Gli insediamenti di Casa Ferrale, ora un rudere, e Capanna Morino, ancora abitato, scandiscono i tempi del cammino fino in prossimità del Podere Fatucchio. Una croce in metallo alla destra segnala la deviazione del cammino su strada campestre ombreggiata, tra il bosco e i campi dove pascolano cervidi e cinghiali. Si svolta a sinistra a ogni incrocio fino a quello con il sentiero 068 CAI, davanti alla Maestà di Scapruggine, edificata a protezione della zona e a ricordo di un crudele infortunio che strappò una bambina ai suoi genitori sulla teca è posta una terracotta invetriata policroma della Madonna dei Sette Dolori, ancora molto venerata nella zona. Scapruggine appare poco oltre, sovrastato dalla mole del Monte della Verna. Poche case disabitate e la cappella della famiglia Leoni, dedicata a San Bartolomeo, compongono il borgo. Il cammino riprende lato di una fonte perenne per la sterrata sentiero 068 CAI, supera al bivio per Aioli, antico ospedale medievale per l&rsquoaccoglienza dei pellegrini diretti a Roma, e prosegue fino alla strada comunale per il Doccione, località presso Biforco. Si entra nel borgo attraverso il sentiero 069 CAI che scende alla Chiesa di San Michele. L'interno custodiva un magnifico quadro del '600 raffigurante la Madonna del Rosario, ora conservato con cura presso il Castello di Poppi. Una fonte getta acqua fresca dinnanzi al sagrato. Il Cammino scende tra le case in pietra del borgo con lo 069 CAI, supera una Maestà e incrocia più volte la strada comunale, prima di giungere alla SP 62 presso il Molino della Ripa. Si segue l'asfaltata fino dove è posta la Croce con i simboli della Passione, sull&rsquoincrocio con Montefatucchio. Si oltrepassa il ponte sul Torrente Coursalone e la Maestà di Sancta Maria in Capite Pontis, eretta dagli eredi famiglia Tarlati, come testimonia lo stemma in essa posto. Nella cella una terracotta raffigura la Vergine col Bambino. L'ascesa al sacro Monte della Verna ha ora inizio. La strada selciata conduce fino a Casalino presso il lavatoio una fonte perenne, da qui per sentiero si risale fino a Poggio Montopoli. Oltrepassato il nastro stradale della provinciale, lo 053 CAI si addentra nella Foresta della Verna. Alberi secolari svettano verso il cielo con ai piedi blocchi di massi erratici accostati l'uno sull'altro. Coperti di spesso muschio e colorati licheni, affiorano dal terreno come protuberanze vegetali della terra. Al loro interno si aprono le Ghiacciaie. Una è ancora visibile lungo il sentiero. Si tratta di cavità naturali profonde, dalla temperatura rigida anche in estate dove i frati per secoli hanno conservato cibi coprendoli con la neve, mentre nel 1944 la popolazione vi si nascose per sfuggire ai rastrellamenti dei nazi-fascisti. La Scogliera delle Stimmate domina imponente il percorso che ora scorre verso la mulattiera della Beccia. I canti tra gli alberi ricordano la moltitudine di uccelli che salutò festante l&rsquoarrivo di San Francesco. Quel prodigio è ricordato dalla Cappella degli Uccelli. Un ultimo strappo conclude l'ascesa a Piazza del del Quadrante, davanti alla chiesa di Santa Maria degli Angeli e alla Basilica Maggiore.

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